«Possiamo vedere la televisione?» chiede Sgnappo settenne insieme alla quattrenne Pulce lì accanto.
Poiché Rucola questa sera è più stanca del solito, per cercare di sollevarla da un po’ di lavoro, decido di prendere un’iniziativa.
«Allora ragazzi stasera se volete vedere un po’ di televisione dovete prima fare prima queste cose»
«…»
«Mi ascoltate?»
«Sì»
«Bene.
Uno. Andate a sistemare la stanza. Fatelo bene mi raccomando, non lanciante gli oggetti nell’armadio come al solito.
Due. Mettetevi il pigiama.
Tre. Lavatevi i denti. Senza mangiare il dentifricio e possibilmente senza disegnare strane figure sullo specchio.
Ci siete?»
«…»
«Ragazzi?»
«Sì, papà»
«Bene.
Quattro. Fate la pipì. Possibilmente dentro la tazza. Non tutt’attorno.
Cinque. Preparate i vestiti per domani, che la mattina ogni volta è un caos incredibile e sembra dobbiate fare una sfilata.
Ok, ho finito»
«…»
«Avete capito?»
«Sì » dice Sgnappo tutto contento.
«Bene. Se farete queste cose dopo potrete vedere un po’ di cartoni. D’accordo?»
«ok»
Sgnappo corre dritto in camera. Ha capito che più fa veloce e più guadagna tempo per i cartoni.
Pulce rimane invece ferma a guardarmi.
Come a chiedersi se faccio sul serio.
Se ho davvero l’autorità per chiedere quello che le ho chiesto.
Se seguire le mie regole oppure ribellarsi.
Alla fine senza fretta si gira e si ritira nella stanza.
“Ma che ci vuole a gestire i bimbi la sera!? Tze.”
Forte di questa conquista decido di guardarmi un po’ di tennis in tv. C’è il ForoItalico.
Passano circa dieci minuti in cui vengo rapito da un match coinvolgente, quando arrivano i due, il gatto e la volpe.
«Abbiamo fatto tutto, possiamo vedere la televisione?» dice Sgnappo, portavoce della squadra.
«Tutto tutto?»
«Sì, tutto»
«Sicuri?»
«Sì»
«Allora potete vedere la televisione»
«Evviva!»
Tutti contenti i due filano via.
Ed io torno alla mia partita di tennis.
Passano circa venti minuti.
Quando Rucola entra nella loro stanza.
Ed un urlo squarcia la casa, il palazzo giungendo fino al quartiere accanto.
Mi precipito.
Ed ecco quel che vedo.
La stanza dei bambini è completamente rivoltata in aria.
Tutti i cassetti sono svuotati.
I vestiti sono ovunque, sopra il letto, sulla maniglia della porta, sopra il comodino.
Pile di mutande e magliette per terra.
Calze sparse ovunque.
La Pulce è ferma in mezzo alla stanza.
Che ci guarda.
E allargando le braccia dice:
«Non so cosa mettermi domani…»