E poi arriva quel periodo della gravidanza di ogni futura mamma in cui il sonno prende il sopravvento e loro, ossia le mamme incinta, iniziano ad addormentarsi ovunque e a qualsiasi ora.
In cucina mentre leggono una ricetta sedute su uno sgabello in bilico, sul divano davanti al tg delle otto che sforna solo notizie drammatiche, in macchina mentre aspettano al parcheggio noi uomini con le buste della spese, per non parlare sulle sedie di plastica delle tante visite mediche, degli autobus e dei letti ovviamente.
Anche Rucola, credo come la maggior parte delle mamme incinta, divenne improvvisamente NARCOLETTICA.
Una sera la portai, sperando di farle cosa lieta e gradita a teatro a vedere uno spettacolo allegro, spensierato, di buon augurio, visto che la commedia parlava di una famiglia divertente e scanzonata.
Non passarono però cinque minuti dall’inizio che mi accorsi, cercando la complicità di Rucola per una battuta divertente della protagonista, che si era addormentata. Profondamente. Con la bocca appena aperta e la testa leggermente inclinata. Mancava solo che le scendesse la bava dalla bocca.
Mi guardai attorno per vedere se qualcuno se ne fosse accorto ma fortunatamente tutti parevano giustamente concentrati altrove.
Quello spettacolo fu per me piuttosto faticoso perché non sapevo se controllare Rucola al mio fianco pronta a russare da un momento all’altro o seguire quello che accadeva sul palco.
Durante l’intero arco dell’atto unico, circa un’ora e venti, mi parve di vederla desta solo una volta, per brevissimi secondi in cui mi chiese che ore erano e se era finito lo spettacolo e poi ripiombare subito in quel sonno così profondo e invidiabile.
Ovviamente come una vera professionista Rucola riprese coscienza non appena partì l’applauso finale.
E con la stessa naturalezza con cui era crollata, si mise ad applaudire gli attori ed elargire complimenti a tutti senza aver visto nemmeno un istante di quello spettacolo peraltro molto divertente.
E comunque a teatro non ci andammo più…