Sono circa le nove di sera di Sabato.
Abbiamo appena finito di mangiare.
Quando suona il campanello di casa.
Non possono essere gli amici di Sgnappo perché lui non è al mare con noi, da più di una settimana è dalla nonna in un campo estivo, dove non sente, a suo dire, affatto la nostra mancanza.
Mi avvio allora verso il cancello.
Forse è mia zia, penso, che ha una casa proprio vicino alla nostra.
Oppure mia cugina che è passata a lasciarci qualche sua ottima marmellata.
Invece no.
«C’è la Pulce?» dice una voce che appartiene sicuramente ad un bambino.
Non ho una grande reattività per certe cose.
Non l’avevo prima come ragazzo.
Non l’ho ora come padre.
Per fortuna mia moglie Rucola è molto più brava di me e gli apre.
Ora lo riconosco.
E’ G. un amico di Sgnappo.
Che c’entra con la Pulce?
Cosa vuole da lei?
Non faccio nemmeno in tempo a formulare questa domanda nella mia testa che lei si è già palesata.
«Sì, c’è la Pulce» dice con voce appena soffiata, mentre con la mano si sposta i capelli e piega impercettibilmente la testa.
I due si guardano per qualche secondo.
Io tra di loro invisibile, osservo allibito.
Ora, se si trattasse di due adolescenti la scena sarebbe facilmente catalogabile.
C’è un evidente corteggiamento in atto.
Ma G. ha solo sette anni, Pulce nemmeno cinque.
Cosa sta succedendo?
Mi sono perso qualcosa?
Aiuto…
«Vuoi venire a fare un giro in monopattino?» dice lui.
«Sì» risponde lei, di getto senza peraltro chiedere il permesso.
A quel punto reagisco.
«Vuoi che ti prenda il monopattino?» le dico.
«no, faccio io»
Fa lei.
E così Pulce quasi cinquenne esce con G. setttenne.
Complice il monopattino.
Il mare.
L’estate.
Sono i primi tenerissimi amori.
Già.
Eh già…
Ok, saranno anche i primi teneri amori ma è meglio che li segua.
Almeno fino a quando è possibile…
«Pulceee, Gggg….aspettatemiiii»