Da piccoli avete mai visto “Marcellino pane e vino”, o “Incompreso” o ancora “I ragazzi della via Pal”?
Noto, con stupore e a dire il vero anche una certa preoccupazione, che per molti genitori non sono più adatti ai bambini .
Film troppo tristi.
“Inutilmente crudelI”.
Così mi ha detto l’altro giorno una mamma.
“Sono questioni troppo grandi per un bambino”
Troppo grandi??
Se qualcuno non conosce la storia di Marcellino pane e vino ve la racconto io molto velocemente.
Marcellino è un orfano che cresce in un monastero di dodici frati ognuno dei quali gli fa amorevolmente da padre. Un giorno trovando nella soffitta un vecchio crocifisso a misura d’uomo, Marcellino, nella sua ingenuità infantile, vedendolo così magro gli porta un pezzo di pane. La mano di Gesù si allunga per riceverlo. Dopo avergli parlato diverse volte Marcellino gli chiede infine di vedere la madre che tanto gli manca; a quel punto Gesù scende dalla croce e fa morire Marcellino addormentandolo nelle sue braccia. Uno dei frati assiste a questo miracolo rivelando al mondo la storia.
Il riassunto, piuttosto sommario, non rende affatto giustizia al film in boanco e nero che è davvero molto commovente e ricco di spunti interessanti.
Ma no. Questo film non è adatto ai bambini.
Perché, a dire della signora, ci sono in ballo questioni troppo grandi.
Come se un bambino non fosse in grado di riflettere sulle grandissimi questioni della vita.
Meglio un argomento che non fa riflettere troppo, un film di supereroi, o una di queste serie tv per bambini dove tutti sono buoni, tutto è perfetto. Dove non succede di fatto mai nulla.
Questa tendenza, a mio parere, di abbassare il livello emotivo dei bambini, oltre che spaventoso, è assai pericoloso.
Certe esperienze, certe riflessioni devono essere fatte proprio da piccoli perché, più avanti, non avranno più ragione di essere. Da grandi mancheranno gli strumenti per riconoscerle.
Andai a vedere “Marcellino pane e vino” con mio padre.
Ricordo che il cinema, che ora non esiste più, si chiamava Astra. Ricordo anche che
piansi molto alla fine ma mi sentii anche rasserenato.
Fu senza dubbio un’esperienza di vita.
Mio nonno alla stessa mia età era nel mezzo della seconda guerra mondiale.
Eppure che rispetto aveva per la vita.
Eppure che vita ha vissuto.
I bambini sanno reagire alle grande questioni.
Altroché se lo sanno.
E’ nella loro natura essere attratti dalle grande passioni umane.
E’ lì che li troveremo colmi di interesse.
E’ lì che troveranno un senso alla loro vita.
Non nella playstation, o nella squadra di calcio.
Attenzione a bendargli gli occhi e tappare loro le orecchie.
O finiremo senza volerlo per assopirgli la vita.