Papà perché diamo un nome ai colori? chiede Sgnappo, il primogenito quasi ottenne di casa.
Cosa?
Papà perché diamo dei nomi ai colori?
Per distinguerli.
Ma papà il giallo è diverso dal blu, si vede.
Certo, ma se devi andare al negozio e comprare una penna di colore arancione che fai?
Non esistono penne arancioni.
Certo che esistono
No, non esistono.
E’ uguale Sgnappo, facciamo blu, come fai a chiedere una penna di colore blu?
Basta che faccio vedere una cosa blu, replica semplice mio figlio.
E se non ce l’hai?
Il blu sta ovunque. E poi porto con me la penna che avevo prima…
Si certo, ma se la penna l’hai persa, come spesso ti succede e il negozio è tutto giallo come fai?
Papà non esistono negozi tutti gialli
Dai che hai capito.
Va bene. Ma allora perché il giallo è giallo e non è blu?
Sgnappo puoi ripetere per favore, non ho capito io stavolta.
Perché hanno chiamato giallo il giallo e non giallo il blu.
Ah bene, ma questa è una domanda filosofica.
Cosa è una domanda filo-la-fica?
Filosofica, non filo-quello insomma
Ah vabbè filolo-la-fica?
Sgnappo, filosofica!
ok, papà, ho capito, filosofica…
Sì, be’ le cose non basta indicarle per farle esistere, dobbiamo dargli un nome perché acquistino un significato. Hai capito?
No.
Se io e te dobbiamo decidere se comprare un pennarello blu o giallo, come facciamo a parlarne se non sai cosa significa “giallo”?
Mmm.
Ogni cosa ha un suo nome. Quando troviamo le parole giuste ci facciamo capire meglio. Se riusciamo poi a dare un nome anche a quello che proviamo tutto si semplifica. Però forse ho divagato.
Che vuol dire divagare?
Che per la filosofia oggi basta e avanza.
Papà?
Dimmi
Perché prima ridevi quando ho detto Filo-la-fica?
…