“L’affetto vero, leale, incondizionato, è un gran tesoro; è il più grande che esista”. Lo diceva un grande politico e scrittore italiano. Massimo D’Azeglio. Ebbene, la mia Pulce cinquenne, nel suo piccolo, me lo ha ricordato ieri.
Stavamo passeggiando tranquilli dopo essere andati a prendere un gelato, quando ad un tratto la Pulce si è messa a correre di scatto verso una donna che non ho riconosciuto subito perché era di spalle, ma che poi ho capito essere una delle sue maestre dell’asilo, che vedo solo qualche volta quando ho la possibilità di andare a prendere mia figlia all’uscita.
Una volta raggiunta le due si sono abbracciate strette strette e sono rimaste attaccate per non so quanto tempo lasciandomi in qualche modo stupefatto. Per un istante, lo ammetto, mi sono ingelosito. D’un tratto mi sono sentito di troppo. Fuori dal suo mondo. Solo pochi istanti prima ero tutto per lei e mi stringeva la mano come se da me dipendesse tutto. Ed ora, qualche secondo dopo era abbracciata ad un’estranea (ma non era ovviamente un’estranea). Come si permetteva ! Ma poi ho capito che la Pulce, per quanto piccola sia, ha già tutto un suo mondo di affetti e persone che vanno al di fuori di me, della mamma, dei nonni, e che questa bellissima maestra con cui si abbracciava con tanto affetto non faceva che arricchire la vita di mia figlia con il suo amore.
E allora mi è tornato in mente Ovidio, sì lo so oggi sono citazionista, il quale diceva che “gli affetti umani sono tanto vari quanto sono diverse nel mondo le forme delle cose” E dunque non ha senso limitare gli affetti ma anzi augurarci che siano tanti, sinceri e onesti.
Olè