Come Orche

Come Orche
“Papà ho deciso cosa farò da grande”
“Ah si, cosa?”
“Voglio lavorare in un circo”
“In uno particolare o va bene uno qualsiasi, giusto per sapere, così faccio domanda e vedo se ti accettano”
“E dai papàà!”
“In quale circo vorresti lavorare?”
“Quello con le orche”
“Con le orche!?”
“Sì”
“Non credo esistano circhi del genere”
“Sì che esistono”
“Dove?”
“L’ho visto in tv.”
“Ah, ecco”
“Voglio essere quello che entra nella piscina e fa saltare le orche dentro ai cerchi”
“Sgnappo ma se hai paura persino degli insettini da casa”
“Papà gli insetti mi fanno schifo, le orche no”
“Quindi se d’estate incontri un’orca mentre nuoti non ti metti paura…”
“Non ci sono orche dove andiamo al mare”
“Di solito no, però potrebbero passare”
“No”
“Sì”
“Nooo!”
“Si”
“Papà daii, nooooo !”
“Ok, no”
“Papà mi porti a vedere un circo con le orche?”
“Amore pensa come devono sentirsi tristi questi animali bellissimi, nati per vivere nei mari profondi e ora costretti a stare in piscine di pochi metri, davanti a spettatori che li applaudono…”
“Mmm”
“Cosa?”
“Papà, allora anche noi siamo orche in gabbia”
“Sgnappo non ti seguo più”
“Quelli che stanno in tv”
“Le orche?”
“No papà dai, le persone. Non siamo mica nati per stare lì dentro la tv. E stiamo pure a vederli e applaudire”
“…e be’ in effetti”
“Papà?”
“Dimmi Sgnappo”
“Ci penso io”
“A fare cosa?”
“a liberare tutti”
“vuoi liberarci dalla schiavitù della televisione?”
“Sì. C’è internet. A che serve la tv”