L’altro ieri mattina ho rubato una giornata al lavoro, alla scuola, agli orari e a qualsiasi altro impegno e dovere. Ho preso Pulce, Sgnappo, un vecchio lenzuolo scovato dentro l’armadio, 4 panini all’olio, del prosciutto dal frigo, arraffato il vecchio pallone sgonfio che era finito dietro la libreria e siamo partiti. Verso una villa romana, le sue altalene, gli alberi, gli acchiapparella, i tiri in mezzo al prato, i sorrisi, le cadute, e quel caldo che ad un certo punto ti scalda le guance e ti ricorda che sei vivo. Che la vita può sorriderti anche se a volte tutto sembra avverso. Che possiamo, ma soprattutto dobbiamo tornare a respirare. Ad essere leggeri. A fare spazio oltre che con gli occhi anche con la mente, e vedere la vita come un’opportunità. Per stare bene. Innanzitutto con noi stessi. E di conseguenza con tutti gli altri.